IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO POLACCO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE – MISERICORDIA VALMALA

 

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L’ex voto, si trova nel Santuario della Misercordia di Valmala, in Val Varaita, nella provincia di Cuneo, ed è stato commentato da Giovanni Michelis, figlio di uno dei due soldati che dalla Madonna della Misericordia hanno ricevuto la grazia della salvezza. Giovanni Michelis  ha fornito interessanti spiegazioni e approfondimenti del fatto accaduto tra il 1944 e il 1945 in Brusterort. La collocazione del campo di concentramento è stata rettificata: il luogo del fatto BRUSTERORT si trova a sud di Kaliningrad in Polonia e non in Germania come da noi indicato: in Germania si trova invece un paese dal nome simile BRUSTER ORT , a nord-ovest di Koenigsberg. Il padre, militava nella Divisione Cuneense e nel 1944 era sul fronte russo dove fu preso prigioniero dai tedeschi e deportato per 15 mesi in un campo di lavoro nei pressi appunto di Brusterort, dove lavorava all’abbattimento di alberi e al trasporto del legname necessario a fare delle traversine per i binari delle ferrovie di Varsavia. L’ex. voto si riferisce ad un attacco aereo che subì assieme al suo compagno, il 26 marzo 1945 appunto durante il trasporto del legname e si salvò a stento dai ripetuti mitragliamenti della zona di lavoro ed ebbe  un orecchio perforato da una delle pallottole.
Il padre Giuseppe Vincenzo Michelis nacque il 4.04.1917 a Valmala (Cuneo) in località Maria Niset, mentre il compagno di prigionia e dell’evento, Battista Gallesio abitava in via Fossati nel paese di Gorzegno (Cuneo). Nell’ex voto le scena viene dipinta con dovizia di particolari: i cavalli che trainano un carico di tronchi, i due soldati a terra, aerei che bombardano, la Madonna della Misericordia, la cui iconografia è quella che apparve il 18  marzo 1536 ad Antonio Botta in Località San Bernardo nella valle del Letimbro nei pressi di Savona, con le braccia tese verso i fedeli, con abito rosso e velo azzurro, che appare in alto sulla destra tra nubi, circondata da angeli. In alto a sinistra la foto dei due soldati.

Aldo Cafferata

 

 

 

 

 

 

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